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	<title>Pagine del diario</title>
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		<title><![CDATA[2008]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><img alt="" hspace="10" src="/public/0880.gif" align="left" vspace="10" />Il 2007 &egrave; stato un anno veramente ricco. Viaggi, nuove conoscenze, traguardi raggiunti. Sar&agrave; la mia mania per telefilm come Prison Break, Lost e Heroes, dove ogni volta ci si chiede cosa succeder&agrave; nella puntata dopo ma ormai vedo la vita come una serie TV. Si pu&ograve; dire che &egrave; iniziata una nuova stagione. Malgrado si siano risolti tanti problemi e ottenuti tanti risultati, il 2008 gi&agrave; si apre con premesse ancora pi&ugrave; interessanti. Mi capitano tante esperienze strane che sembrano quasi legate tra di loro proprio come una storia scritta. Chiedo sempre a me stesso se valga la pena fare una telefonata o intraprendere un viaggio per poi scoprire quello che mi sarei perso se avessi rinunciato. Se avessi deciso di prendere una strada piuttosto che un'altra. Certo le delusioni ci sono state ma ho comunque continuato senza mai arrendermi, trovando alternative valide per merito e anche solo per puro caso. La serie &egrave; sicuramente interessante e ricca di colpi di scena ma purtroppo o per fortuna, l'unico spettatore sono io. Certo gli altri vedono piccole parti ma solo io conosco cosa lega il tutto, quali conseguenze provoca ogni avvenimento.<br />Se tutto va bene quest'anno dovrei riuscire finalmente a laurearmi anche se mi dispiacerebbe non poter pi&ugrave; dire che sono uno studente quando mi chiedono quale sia il mio lavoro.<br />Il 2008 promette bene anche solo per i suoi numeri. Si pu&ograve; chiamare pi&ugrave; semplicemente '08 per poi diventare '80 invertendo le cifre. Di pi&ugrave; non posso dire ma, se tutto va bene, quest'anno ricorder&ograve; con molto piacere i favolosi anni '80.</p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Missione Copenaghen]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.marcaccini.net/danimarca_2007/"><img alt="Vedi galleria" hspace="10" src="http://lnx.marcaccini.net/util/resize.php?w=250&h=250&i=http://www.marcaccini.net/danimarca_2007/copenaghen01.jpg" align="right" vspace="10" boder="0/" /></a> Alla faccia delle agenzie turistiche con guida e le noiose gite in autobus per mostrare i monumenti, le vacanze pi&ugrave; belle sono sempre state quelle improvvisate all'ultimo momento. Sono economiche, si decide giorno per giorno dove andare e si vive la citt&agrave; pi&ugrave; come cittadini che come turisti. Memorabili i 20 giorni di Interrail passati proprio nella penisola scandinava nel 1999. Ero con il mio amico Andrea e proprio in quella vacanza abbiamo conosciuto le nostre famose “amiche svizzere”: Marcella e Tatjana. <br />Da quella volta continuano le vacanze avventurose ma si pu&ograve; dire che alla base ci siamo quasi sempre io e Marcella. Ogni tanto lei porta con s&eacute; una nuova amica e io un nuovo amico.<br />In questo caso, l'avventura dei nostri eroi era quella di andare a portare supporto all'amico Andrea trasferitosi a Copenaghen, iniziando quest'anno un nuovo lavoro come insegnante di chimica. In quel periodo doveva anche cercare una nuova casa ed aveva attraversato un periodaccio di delusioni amorose. Una missione semplice per i SUPERAMICI.<br />Come nella serie TV “Mission Impossible” o nel cartone Mask, il gruppo di eroi veniva deciso sul momento a seconda dell'incarico. Chiamai Marcella a fine agosto da San Remo per sapere in quanti partecipavano al viaggio. Le sue amiche erano tutte impegnate e cos&igrave; le proposi di ingaggiare sua sorella Barbara. Bast&ograve; chiederglielo in quel momento durante la telefonata per avere subito il suo consenso ed ottenere la squadra completa.<br />Quei 7 giorni di vacanza a Copenaghen (dal luned&igrave; 1 a domenica 7) volarono, riuscendo a visitare tutta la citt&agrave; pi&ugrave; una piccola parte della Svezia e il pi&ugrave; vicino fiordo danese. Andrea sembrava molto soddisfatto della sua vita in Danimarca e cos&igrave; si poteva dire che la missione era riuscita. Anche se non so di preciso quanto contribu&igrave; il nostro appoggio. Ma quello non conta. Di certo avevamo portato gioia e felicit&agrave; in quella zona comprese incredibili giornate di sole estivo.<br />Quali altri viaggi attendono i nostri Superamici? Come sempre si dice in queste situazioni: l'avventura continua...</p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Chi vuol essere Informatico]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><img alt="Chi vuol essere Informatico" hspace="10" src="/public/chi_vuol_essere_informatico.jpg" align="left" vspace="10" />Sapete se un sistema RAID 5 utilizza blocchi di parit&agrave;, overloading, mirroring o striping? Conoscete se una politica di allocazione concatenata per la memorizzazione dei file &egrave; molto efficace nell’accesso sequenziale, &egrave; inefficace nell’accesso diretto, la frammentazione interna &egrave; di grandi dimensioni o non esiste frammentazione esterna? Beh nemmeno io... eppure oggi ho passato un micidiale webtest a risposte multiple. 15 domande 15, alle quali rispondere entro 20 minuti. Nessuna telefonata a casa, nessun aiuto del pubblico o 50 e 50. "Only the brave"!. Si narra che qualcuno abbia ripetuto quell'esame per ben 12 volte prima di superarlo. Oggi, finalmente, al terzo tentativo sono passato! Avendo ormai un solo esame da superare per raggiungere la vetta della laurea in Scienze dell'Informazione.</p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">Grazie a tutti quelli che oggi hanno pensato a me. Dicono che forse lass&ugrave; qualcuno mi ama. Quando ho premuto conferma e ho letto "promosso" non ci potevo credere. E pensare che ieri ho passato tutta la giornata a svagarmi e la serata a chattare con gli amici, ritagliandomi una mezzora la notte visto l'effetto soporifero di quegli appunti utilissimi per prendere sonno. Ormai, anche parlando con altri, quell'esame rester&agrave; famoso per la casualit&agrave; dei risultati e per le risposte un po' strane che ti impongono di imparare a memoria nozioni che verrano formattate dal cervello alla fine, per dare spazio a informazioni un po' pi&ugrave; utili <img src="/dblog/template/standard/gfx/smile_sorriso.gif" alt=": - )" /></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Imparare i propri limiti]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><img alt="Principessa di Borbone" hspace="10" src="/public/principessadiborbone.jpg" align="right" vspace="10" />A volte bisogna saper rinunciare ai propri ricordi, a certi sogni e capire quando bisogna guardare al futuro. Spesso mi sento dipendente come un drogato, consapevole di dover smettere ma incapace di trovare il momento per prendere coraggio e dire basta. Un po' alla volta si pensa sempre che non crei problemi quando purtroppo gi&agrave; sappiamo che non &egrave; cos&igrave;. Mi sento stupido come un topolino da laboratorio che non capisce di non dover toccare un oggetto attraente pur prendendo la scossa a ogni contatto. Sono pigro come un obeso che, attimo per attimo, rimanda la decisione di trattenersi dal piacere di piccoli e frequenti pasti, cancellando un'abitudine capace di alternare pochi piaceri con numerose sofferenze. Spesso dovrebbero bastare alcuni giorni o settimana per capire che stiamo sbagliando. Quando il tempo in cui continuiamo a non cambiare si protrae per anni rischiamo di rimanere schiavi dei nostri errori.<br />Esiste la giusta via di mezzo tra tutto e niente? Il grigio tra il bianco e il nero? A volte s&igrave; ma in molti altri casi siamo costretti a scegliere. A capire quali sono i sogni irreali che ci privano di quelli a nostra disposizione.<br />Bisogna capire che l'immagine di un quadro si potr&agrave; sempre e solo guardare senza mai poterla abbracciare.</p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Rabadan 2007]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.marcaccini.net/rabadan_2007/"><img hspace="10" src="http://lnx.marcaccini.net/util/resize.php?w=250&h=250&i=http://www.marcaccini.net/rabadan_2007/rabadan_2007-02.jpg" align="left" vspace="10" alt="Vedi galleria" boder=0/></a>Ormai &egrave; diventato un rito passare ogni anno il weekend di carnevale a Bellinzona dalle mie amiche del Ticino. Da pi&ugrave; di 140 anni esiste questa manifestazione chiamata "Rabadan" che si svolge nel centro storico di Bellinzona, traendo il nome dal dialetto piemontese per dire baccano, fracasso.<br />E' sempre stata una vacanza avventurosa con qualche amico mentre questa volta tra problemi all'ultimo minuto e disguidi sono partito da solo. Pensando all'inizio di essere un gruppo ero riuscito a prendere, per questa vacanza, l'ammiraglia di famiglia e pur ritrovandomi da solo non mi andava certo di ripiegare sul treno per scomodare la mia amica che ormai abita a Lugano e potendo scegliere meglio l'ora per andare e tornare.<br />Cos&igrave; me la presi comoda. Sono partito alle 3:00 del pomeriggio, avendo come prima meta L'Iper Rossini di Pesaro in cui dovevo scegliere all'ultimo momento un vestito di carnevale da utilizzare. All'inizio mi sarebbe piaciuto vestirmi con la tuta anti radiazioni usata da Marty nel primo "Ritorno al futuro" ma era complicato realizzarla. Cos&igrave; come il vestito da pirata dei Caraibi o da Trunks di Dragon Ball. Mi rassegnai al tradizionale con un semplice costume da Zorro che per&ograve; modificai ruotando la "Z" in una "N", rendendolo pi&ugrave; personale.<br />
<a href="http://www.marcaccini.net/rabadan_2007/"><img hspace="10" src="http://lnx.marcaccini.net/util/resize.php?w=250&h=250&i=http://www.marcaccini.net/rabadan_2007/rabadan_2007-01.jpg" align="right" vspace="10" alt="Vedi galleria" boder=0/></a>Nel percorso d'andata decisi di passare a Gravedona da un mio cugino di secondo grado che non vedevo da un po'. Tra l'altro ci teneva che partecipassi ad una cena che aveva organizzato a casa sua con altri amici. Di certo non potevo mancare ma i tempi erano stretti. Arrivato alle 8:00 dovevo almeno partire alle 9:00 per arrivare a Lugano. Tra l'altro questa volta non volevo entrare in Svizzera pagando il solito abbonamento annuale all'autostrada che mi serviva per soli 2 giorni e cos&igrave; il percorso sarebbe stato pi&ugrave; lungo dovendo evitare l'autostrada.<br />Come al solito il piano non sarebbe stato rispettato. Mangiati tre ravioli di numero, sono partito verso le 9:20 per arrivare alle 10:30 a Lugano. La Marcella era leggermente alterata per l'ora tarda che avevo fatto, per non aver messo il bollino autostradale sulla mia macchina e per una serie di altre disavventure della giornata. Per quasi 3 o 4 volte abbiamo fatto avanti e indietro dalla macchina al suo appartamento per prendere qualcosa che avevamo dimenticato. Tra le tante c'era la mia patente dato che la Marcella, da brava ragazza, sapeva che a fine serata non sarebbe stata in grado di guidare, ma si sa che per loro carnevale &egrave; una festa pi&ugrave; importante di capodanno.<br />
<a href="http://www.marcaccini.net/rabadan_2007/"><img hspace="10" src="http://lnx.marcaccini.net/util/resize.php?w=250&h=250&i=http://www.marcaccini.net/rabadan_2007/rabadan_2007-13.jpg" align="left" vspace="10" alt="Vedi galleria" boder=0/></a>Alla fine siamo arrivati alla a Bellinzona verso mezzanotte per incontrarci con gli altri.<br />Il brutto di quella festa &egrave; sicuramente la scelta del vestito per poterlo adattare sia al clima gelido della notte nel Ticino in febbraio sia al caldo dentro i capannoni sparsi per il centro dove si balla. I controlli all'ingresso erano molto severi quasi simili a quelli che si trovano in un aeroporto. Tipico degli svizzeri.<br />La Marci da subito cominci&ograve; a riprendersi. Io poi dovevo cercare di farmi perdonare i miei errori vista poi l'ospitalit&agrave; che mi avrebbe dato a casa sua e cos&igrave; le dissi che le avrei offerto tutte le consumazioni che voleva (ignorando la capienza del suo pancino quando si tratta di bere alcolici). Forse sono io che da molto non frequento pi&ugrave; le discoteche ma il genere di musica che sentivo era quasi identico a quella che ricordo quando andavo in discoteca la domenica pomeriggio. Davano persino "Fichi fichi" di Gianni Drudi. Era come un tuffo nel passato.<br />
<a href="http://www.marcaccini.net/rabadan_2007/"><img hspace="10" src="http://lnx.marcaccini.net/util/resize.php?w=250&h=250&i=http://www.marcaccini.net/rabadan_2007/rabadan_2007-15.jpg" align="right" vspace="10" alt="Vedi galleria" boder=0/></a>Come dico sempre, a volte il destino sembra volermi bene e alla fine quello che era iniziano con una sfortuna dietro l'altra si ribalt&ograve; in un WE in Svizzera piacevole. Non avendo portato amici era pi&ugrave; pratico dormire nell'appartamento di Lugano in camera con la Marci (naturalmente io dormivo per terra), la sorella Barbara mia coetanea e il fratello mio omonimo. Rispetto alle altre volte dove ci siamo dovuti spostare nel paesino di Soazza in mezzo ai monti nella casa di famiglia.<br />La Marci rimarr&agrave; sempre una delle mie migliori amiche per la disponibilit&agrave;, la capacit&agrave; di sopportarmi e la sincerit&agrave; nel dire quando qualcosa non va bene. Al contrario di come si comportava all'inizio quando ci siamo conosciuti in treno e parlava poco <img src="/dblog/template/standard/gfx/smile_occhiolino.gif" alt="; - )"></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Viaggio a Londra proficuo]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><a href="http://www.marcaccini.net/londra_2007/"><img alt="Vedi galleria" hspace="10" src="http://lnx.marcaccini.net/util/resize.php?w=280&i=http://www.marcaccini.net/londra_2007/londra2007_016.jpg" align="right" vspace="10" /></a>Immaginate che il vostro compleanno capiti di domenica, trovate dei biglietti low cost a 0,90 euro Forl&igrave;-Londra per passare all'estero quel weekend e che con un piccolo trucco se ne possono avere molti. A quel punto viene spontaneo invitare un bel gruppo di amici per non farsi sfuggire una festa in Inghilterra praticamente regalata. Cos&igrave; Gabriele Pazzaglini parte con un po' di telefonate d'invito ai suoi migliori amici (tra cui io naturalmente). I biglietti all'inizio prevedevano la partenza sabato 3 febbraio verso le 10:30 del mattino e il ritorno per la mattina di luned&igrave; 5. I posti per il rientro erano per&ograve; pi&ugrave; limitati di quelli per l'andata e se si voleva mantenere il low cost occorreva che qualcuno tornasse marted&igrave; verso le 18:00. Non avendo impegni di lavoro potevo benissimo restare nel gruppo del rientro di marted&igrave; e cos&igrave; dissi subito a Gabriele che poteva prendermi il biglietto con quella data. Era comodo anche perch&eacute; festeggiando domenica sera, era un po' pesante organizzarsi il luned&igrave; mattina per andare all'aeroporto. Saremmo dovuti tornare in 4 di marted&igrave; ma alla fine tra impegni all'ultimo momento che imponevano di rientrare prima o problemi a poter proprio venire, restai solo a passare tutto il luned&igrave; e il marted&igrave; fino alle 15:00 visitando la capitale britannica. Avrei anche potuto spendere di pi&ugrave; per tornare luned&igrave; con gli altri ma a quel punto mi conveniva tenere il biglietto low cost e girare di pi&ugrave; per Londra dove ero gi&agrave; stato solo una volta per poco tempo da piccolo in una vacanza con i miei genitori.<br />
<a href="http://www.marcaccini.net/londra_2007/"><img alt="Vedi galleria" hspace="10" src="http://lnx.marcaccini.net/util/resize.php?w=280&i=http://www.marcaccini.net/londra_2007/londra2007_102.jpg" align="left" vspace="10" /></a>Cos&igrave; dopo due serate allegre con un gruppo di pi&ugrave; di 20 persone mi sono poi dedicato a visitare con calma il famoso museo delle cere (Madame Tussauds), la National Gallery (mia madre ci teneva che mi procurassi un poster raffigurante il "Pala Ansidei" di Raffaello dove compare Maria con accanto San Nicola e San Giovanni Battista: unendo casualmente il nome mio, di mia madre e di mio fratello), il museo delle scienze e la mitica "Craven Road n.7" (scoprendo che si trovava a poche fermate di metropolitana dal museo). Da piccolo avevo gi&agrave; visto che a quell'indirizzo c'era un piccolo bar gestito da un italiano, tuttora presente come lo ricordavo.</p>
<p>La vacanza &egrave; stata una bella esperienza, a perte una piccola figuraccia al museo delle cere che tutti mi chiedono di raccontare ad ogni raduno tra i partecipanti al viaggio, pentendosi di essersela persa. Inoltre verrebbe da dire che &egrave; stata tutto molto economica ma il destino ha voluto che addirittura (senza colpe da parte mia) mi ritrovassi al ritorno con pi&ugrave; soldi di quelli che avevo il giorno prima di partire <img src="/dblog/template/standard/gfx/smile_occhiolino.gif" alt="; - )" /><br />Tuttora ringrazio Gabriele <img src="/dblog/template/standard/gfx/smile_sorriso.gif" alt=": - )" /></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Sogni e incubi]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><img alt="Sogno e Incubo" hspace="10" src="/public/sogno-incubo.jpg" align="left" vspace="10" />Si pensa spesso che sognare ed avere un obiettivo da raggiungere sia la scelta migliore. Mai arrendersi o cedere alle prime sconfitte, viene sempre da consigliare. Io purtroppo mi ero accorto come il giorno e la notte, il caldo e il freddo, il bene e il male girassero continuamente a braccetto. Spesso si diventa felici dopo aver sofferto e si soffre se privati di quello a cui teniamo. Mentre si cerca di raggiungere un sogno, quando arriva il momento di arrendersi per ottenerlo? Quando dobbiamo ammettere i nostri limiti, senza portarsi dietro il rimorso che forse avremmo potuto farcela? E' come un gioco d'azzardo. All'inizio si punta poco, pensando di poter vincere molto. E cos&igrave; di seguito, passo dopo passo, senza mai rinunciare ad andare avanti, convinti che il traguardo sia sempre pi&ugrave; vicino. Purtroppo esistono lavori che non riusciremo mai a compiere, cuori che non riusciremo mai a conquistare e piaceri che non riusciremo mai a provare. Stephen King e Joanne Rowling hanno tentato innumerevoli volte di pubblicare i loro libri, considerati inizialmente poco interessanti e senza valore. Fu solo grazie alla tenacia e alla fortuna che trovarono chi gli diede fiducia portandoli al successo. Forse per&ograve;, questi sono casi particolari. Rimane purtroppo sempre nell'ombra la maggioranza delle persone che ottengono solo rifiuti e fallimenti. Pi&ugrave; si sogna e pi&ugrave; si rischia di vivere nell'incubo di non ottenere quello che la nostra testa considera a portata di mano. Sarebbe bello conoscere prima quello che ci aspetta, per comportarsi nel migliore dei modi ma nella realt&agrave;, bisogna arrendersi alle sorprese del fato e alle decisioni del proprio cervello, modellato dalle esperienze passate.</p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Rocky Balboa]]></title>
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		<created>2007-01-17T23:43:23+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><img alt="Rocky Balboa" hspace="10" src="/public/rocky_balboa.jpg" align="left" vspace="10" />Avete mai contribuito alla raccolta di firme per vedere sullo schermo cinematografico "Ghostbusters 3" o "Ritorno al futuro 4"? Vi &egrave; piaciuto Rocky 1, 2 e 4, ricordando a malapena cosa &egrave; successo nel 3 e nel 5? Bene. Questo film &egrave; sicuramente adatto a voi.<br />Il nostro compaesano Rocky Balboa (a 60 anni) ormai fuori dal mondo dello sport, apre un ristorante italiano, elegante e redditizio, chiamato (in ricordo della moglie defunta) Adrian's. La sua popolarit&agrave; &egrave; comunque rimasta ad alti livelli, tanto che tutti lo salutano per strada, vogliono una foto con lui e, i clienti del ristorante, gli chiedono continuamente di raccontare le sue gesta entrate nella storia.<br />Eppure, tutto questo non riesce a fargli dimenticare la felicit&agrave; che provava in passato. La compagnia della moglie e le soddisfazioni sul ring. Tanto da ripercorrere per quasi met&agrave; del film i luoghi e i ricordi, legati agli eventi importanti della sua vita. Ecco quindi la necessit&agrave; di creare un piccolo remake del primo Rocky, per far contenti gli spettatori nostalgici e permettere a Stallone di raggranellare un po' di soldini per regalare una nuova plastica alla moglie.<br />Serve quindi un rivale di colore, considerato imbattibile (gi&agrave; campione del mondo), antipatico, presuntuoso e l'occasione di poterlo affrontare. Ci vuole anche l'opinione degli esperti commentatori sportivi che Rocky non abbia nessuna possibilit&agrave; di reggere il confronto (data la sua et&agrave;) e il pubblico che tifa per lui. Non avendo pi&ugrave; una moglie, manca solo una donna protagonista che lo sostenga sotto il ring. Ecco quindi Marie. Povera, senza marito e con un figlio, che Rocky conosce per caso e si impegna ad aiutare. Mostrando sempre di pi&ugrave; la generosit&agrave; del protagonista.<br />Comincia cos&igrave; la sequenza di allenamento (anche troppo breve) che pare un montaggio di scene gi&agrave; viste senza un briciolo di novit&agrave;. La famosa sequenza di lui che sale la scalinata del museo di Filadelfia &egrave; persino grottesca con la presenza di un cagnolino col cappotto, che si porta in giro durante le sue corse. Inutile il commento sul finale. Essendo un remake del primo, non poteva andare diversamente.<br />Naturalmente &egrave; difficile apprezzare il personaggio senza la voce di Ferruccio Amendola, a cui tutti ormai lo associamo. Il nuovo doppiatore (Massimo Corvo) &egrave; comunque di tutto rispetto. Molti lo ricorderanno per Morpheus in “Matrix”, Riddick in “Pitch Black” o Skinner nei pi&ugrave; recenti episodi de “I Simpson”. La “mela marcia” che rovina l'intero lavoro di doppiaggio, &egrave; la fantomatica Emanuela Muni che (grazie a forti conoscenze) d&agrave; la voce a Geraldine Hughes (l'interprete di Marie). Lodevole invece quando, nelle scene dove affiorano i ricordi passati, vengono utilizzate le vecchie tracce del doppiaggio originale. Inconfondibile la voce di Gigi Proietti nel primo film.<br />Tirando le somme, sar&agrave; la prevedibilit&agrave; della storia, saranno le aspettative nate dal clamore visto in TV su questo film, sar&agrave; la stonatura che si sente nel doppiaggio, vi consiglio di riguardarvi i vecchi Rocky, piuttosto che andare al cinema.</p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Abbiamo fatto 30, facciamo 31]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><img alt="Pecci, Pisu, Foglia, io e Calda." hspace="10" src="/public/compleanno_2007a.jpg" align="left" vspace="10" />Gli auguri pi&ugrave; graditi sono sempre quelli per il proprio compleanno. Se qualcuno si ricorda il giorno della tua festa personale fa sempre piacere. I primi SMS che mi sono arrivati sono stati quelli di Michela, Marcella e Barbara, che ho subito ringraziato. Non posso poi non ringraziare mio padre e mia nonna per i "dindini" che mi hanno dato. Gi&agrave; quelli mi rendevano allegro per affrontare la giornata.<br />L'appuntamento con i miei amici era per le 12:00 a "Il Barco" a Gabicce. L&igrave; ci aspettava il cuoco (e amico) Nicola Ruggiero. Quest'anno eravamo in 5: io, Calda, Foglia, Pecci e Pisu. Gerbo &egrave; rimasto a casa (a suo dire) per non lasciare sola la famiglia (aspettando anche un nuovo bimbo) ma la sua scomparsa da ogni incontro, secondo tutti, era pi&ugrave; per pigrizia. Tra varie discussioni, l'ambiente e l'ottimo cibo, siamo rimasti in quel ristorante fino alle 16:00 senza nemmeno accorgercene. I miei amici mi conoscono ormai cos&igrave; bene che mi hanno regalato la decima stagione del telefilm "Friends" in DVD (quando io possiedo gi&agrave; tutta la serie da due anni). Fortunatamente hanno conservato lo scontrino. Ho conosciuto anche il proprietario del locale e omonimo di Pecci che ricordavo di aver gi&agrave; visto in passato. Uscendo, mi ha fatto anche lui gli auguri e io ho risposto "Anche a te!", ormai abituato alle frasi usate ripetutamente a Natale e Capodanno, con gli altri che sono scoppiati a ridere.<br />La giornata &egrave; proseguita poi al bar "K" (dove Pecci &egrave; di casa) per giocare a biliardo. Foglia se n'era andato ed eravamo giusto in 4 per dividerci in squadre. E' da un po' che non prendevo in mano una stecca eppure ho fatto bella figura. <br /><img alt=":-x" hspace="10" src="/public/compleanno_2007b.jpg" align="right" vspace="10" />Siamo usciti alle 19:00, giusto in tempo per prendere l'autostrada e andare a Cesena, dove era organizzato il secondo incontro con i miei vecchi compagni dell'universit&agrave;. Fullo si guard&ograve; bene dal prenotare i posti, immaginando che nel locale a due piani dove voleva andare lui, avremmo trovato posto. In realt&agrave; c'era gi&agrave; la fila di 20 minuti per chi aveva prenotato. Abbiamo girato 3 ristoranti prima di arrivare in un posto carino ma stranamente, abbastanza vuoto. Daniele avverte all'ultimo momento che ci avrebbe raggiunti. Alla fine passarono pi&ugrave; di tre ore dall'incontro all'inizio della cena. Ha chiamato anche Bacco per farmi gli auguri in quel momento e mia zia mi ha mandato un altro SMS. Purtroppo non posso parlare molto di quello che ci siamo detti a tavola perch&eacute; i miei amici di Cesena mi accusano sempre di essere troppo "sincero". Sono state interessanti le discorsi sulle ragazze ma non posso commentarle.<br />Arrivato a casa non riuscivo a dormire e non so se si &egrave; trattato pi&ugrave; della quantit&agrave; di cibo ingerito o della qualit&agrave;. La giornata &egrave; stata comunque piacevo e intensa. Stando fuori casa tutto il giorno a divertirmi.<br />Una cosa sicura, soprattutto riguardando le foto, &egrave; che devo iniziare la dieta dopo tutte queste feste.</p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Casino Royale]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><img hspace="10" src="/public/007_casino_royale.jpg" align="left" vspace="10" alt="" />Con questo 21° capitolo sulle avventure dell'agente segreto 007 si decide di riavvolgere il nastro e ricominciare da zero. Ormai si presume che le nuove generazioni ricordino a mala pena i primi lungometraggi e quindi, tanto vale fare un po' di soldi con un personaggio nuovo che inizia da questo film le sue avventure. “Casino Royale” &egrave; appunto il primo romanzo scritto da Ian Fleming (l'ideatore di James Bond) nel '53. Non si tratta per&ograve; n&eacute; di un remake n&eacute; del racconto sulle origini del nostro vecchio eroe, visto che si ambienta ai giorni nostri con l'insostituibile utilizzo di cellulari, computer portatili e la citazione del 11 settembre. I produttori (la simpatica famiglia Broccoli) ha pensato bene di dare ai giovani un “nuovo” eroe un po' pi&ugrave; cattivo, che non guarda alle buone maniere come il suo predecessore.<br />Il risultato &egrave; certamente godibile per le scene d'azione con pi&ugrave; scazzottate e acrobazie piuttosto che l'utilizzo di apparecchiature fantascientifiche come l'auto invisibile o gli orologi paragonabili alla cintura di Batman. Consigliato per passare una serata allegra con gli amici, suggerendo di spegnere la propria corteccia cerebrale, nella parte finale del film.</p>]]></content>
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		<title><![CDATA[2007]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><img alt="Sette" hspace="10" src="/public/sette.jpg" align="right" vspace="10" />Non sono mai stato una persona scaramantica. Non credo negli oroscopi, ai gatti neri che ti attraversano la strada portando sventura e ai tradizzionali riti.<br />Mi piace per&ograve;, in certi momenti, lasciarmi andare a trovare legami tra le casualit&agrave; della vita. Diciamo che senza grandi aspettative, ho sempre considerato il numero 7 come il mio preferito e sicuramente uno dei pi&ugrave; importanti. E' un numero primo, eistono i sette Re di Roma, i sette giorni della settimana, i sette peccati capitali, Dylan Dog abita a Craven Road n.7, i sette nani, per elencare solo i primi che mi vengono in mente. Senza togliere che io sono nato il giorno 7. Quindi il 2007 mi piace e spero che veramente si riveli un anno importante della mia vita. Le premesse non mancano e se tutto dovesse andare storto non potrei che sentirmi in colpa per non aver dato il massimo impegno. Il 7-7-2001 aprii persino il pub. Non so se considerarlo un giorno fortunato o sfortunato ma di certo resta nella piccola storia della mia vita. Il 7-7-2007 verr&agrave; di sabato e spero (pur cercando di accettare delusioni) che possa coincidere con un avvenimento importante.</p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Déjà Vu (leggere solo dopo la visione del film)]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><img alt="D&eacute;j&agrave; vu" hspace="10" src="/public/dejavu.jpg" align="left" vspace="10" />Ho sempre apprezzato i film sullo scorrere del tempo e su come piccole scelte si rivelino causa di grandi cambiamenti. Diretto da Tony Scott (regista di film famosi come "Top Gun", "Beverly Hills Cop II", "L'Ultimo Boy Scout") e con protagonista Denzel Washington, per molte scene ricorda film come "Frequency", "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" e anche "Memento", essendo un film che impone un'attenzione costante nel ricordare le scene gi&agrave; viste e la necessit&agrave; (in certi casi) di doverlo vedere una seconda volta.<br />Un pazzo fa esplodere un traghetto e Denzel Washington (nel ruolo di Doug Carlin) deve indagare sul responsabile della tragedia. Vista la sua bravura e attenzione sulla strada giusta da seguire, viene invitato a usufruire di una nuova tecnologia che permette di vedere ci&ograve; che avviene 2 giorni e 30 minuti prima in un determinato luogo. Inizialmente si cerca di nascondergli tutte le potenzialit&agrave; dell'apparecchiatura che in pratica pu&ograve; funzionare da macchina del tempo.<br />Naturalmente, quando si parla di rapporti tra presente e passato, non mancano i paradossi ma in questo caso sono inevitabilmente da rimproverare. Per esempio: come sia possibile trovare il cadavere di Claire con le dita tagliate, quando viene poi scoperta l'ambulanza fracassata contro il casolare che impedisce l'omicidio della ragazza? Perch&eacute; si nota il passaggio di Doug Carlin del futuro, a partire dai messaggi in segreteria alle sue impronte digitali nella casa della vittima, lasciando inalterate le sventure che poi lui risolver&agrave;. Ridicolo persino che Claire noti una piccola luce rossa che Doug punta contro un monitor.<br />L'ideale sarebbe stato, secondo me, un film un po' pi&ugrave; triste sullo stile di "Seven". Dove il cattivo vince. Tutto sarebbe dovuto avvenire senza alcuna modifica, dimostrando che le disavventure avvennero anche per colpa del protagonista e che non si potevano cambiare.<br />Purtroppo, &egrave; stato irresistibile per gli autori, abbandonarsi al solito "lieto fine". In conclusione il film &egrave; piacevole da vedere... una o due volte al massimo.</p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Il Natale]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><img alt="San Nicola" hspace="10" src="http://www.marcaccini.net/public/san_nicola.jpg" align="left" vspace="10" />Questo periodo mi ha sempre emozionato. A distanza di una settimana l'uno dall'altro si susseguono la vigilia di Natale, la notte di Capodanno e il mio compleanno (il 7 gennaio).</p>
<p align="justify">E' bello anche pensare che il mito di Babbo Natala nasce da San Nicola (mio omonimo), ricordato per essersi dedicato anima e corpo nel rendere felici i bambini con i regali. <br />Ogni anno vivevo nella speranza che tutto sarebbe avvenuto come lo desideravo: le persone che si incontrano, i regali che si ricevono e le sensazioni che si provano, mentre adesso sono un po' calate le aspettative. I pro sono certamente che si apprezza di pi&ugrave; ci&ograve; che accade senza pensare che poteva andare meglio.<br />Prima si alternavano momenti di grande felicit&agrave; con forti sofferenze, adesso resto pi&ugrave; in un limbo neutro nel quale non soffro ma che non mi permette nemmeno di sognare, in maniera infantile e gioiosa,&nbsp;&nbsp;ogni momento, sulle ricorrenze che mi attendono e apprezzando lo scenario&nbsp;ormai abitudinario e scontato.<br />Un tempo, non so perch&eacute;, i torroncini ricoperti di cioccolato che mangiavo solo a Natale avevano un altro sapore.</p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Lacrime di un clown]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p align="justify"><img alt="Clown in lacrime" hspace="10" src="/public/ar_clown.jpg" align="right" />Quando ho mostrato per la prima volta questo sito a qualche amico, sono stati tutti abbastanza concordi nel ritenerlo un po' triste e cupo.<br />L'opinione era apprezzabile visto che questo era ci&ograve; che volevo esprimere. Pi&ugrave; volte mi &egrave; capitato, nell'ultimo periodo, di realizzare siti per altri o comunque cercando l'accordo in un gruppo di persone per reallizare pagine web capaci di piacere il pi&ugrave; possibili. Questo sito non mi interessa se piace o non piace. Quante volte verr&agrave; visitato o se comparir&agrave; nei motori di ricerca. Desideravo avere uno spazio nel quale sfogarmi, nel quale poter scrivere ci&ograve; che voglio. Sono sempre stato una persona capace di cambiare stato d'animo in maniera piuttosto rapda. Passare da un momento allegro ad un momento di riflessione, nel quale quasi mi piace essere triste. Proprio come un clown in lacrime.<br />Sono sempre piuttosto veloci anche le passioni che mi girano  per la testa, tanto che questo potrebbe essere il primo ed ultimo testo che scrivo in questo sito, dopo aver lavorato alla personalizzazione del codice. Ormai mi piace lasciarmi andare alle passioni del momento, senza riflettere troppo se serve o se avr&agrave; un futuro. Di certo, nel bene o nel male, &egrave; sempre giusto (secondo me) passare il proprio tempo a lasciare piccole orme del proprio passaggio.</p>]]></content>
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